SOUNDAYS

CD ALBUM ©2010

Riflessioni

Solo i treni hanno la strada segnata, mentre gli aerei sono parabole e le mete sono ellissi. Soundays è la storia di un movimento perfetto.

Sei in un Paese lontano, dove albeggia tra i monti. Ti vesti ed esci per strada.

E' quell'ora della vita che ti capita spesso e che hai imparato a riconoscere.

Per un bilanciato fuso orario non puoi telefonare a nessuna delle persone a cui vuoi bene.

Astral Call (A. Lunati)

Alessandro Lunati: Piano

 

Ho messo la mia anima all’asta su Itunes.  Ho fissato un valore segreto. L’ho fatto per seguire una chiamata astrale. A voi posso dirlo: sta per cominciare un viaggio. Start, ora si parte. Da qui in poi scorre tranquilla adrenalina, con il favore delle stelle. 

Ho preso una bottiglia vuota, l'ho infiocchettata e spedita ad una casella marina. 

Mi risponderanno, lo so già, un capitano di ventura , una compagnia di teatranti, il gestore di dancing sopra il mare e una donna con il suo destino a scomparsa. 

All in One (A.Lunati)

Alessandro Lunati: Piano and Keyboards

Raffaele Chiatto: Acoustic Guitars

Lor Lunati: Percussions

Stefano Seghedoni: Strings arrangements and Director

MoMus Strings Quartet

 

Sette di sera. Solo al piano, lampada accesa, testa china. Squilla il telefono, accanto Non rispondo: è l'apparecchio collegato al fax. Sento il foglio frusciare. Sulla carta un volto di donna, sfumato, occhi chiusi. Resto, incantato, a guardarlo. Altra nota dal fax, altro fruscio. Nuove vibrazioni: una mano, il dorso: due anelli. Aspetto, con ansia adesso che il fax componga ancora. E arriva una spalla, con l'attaccatura del braccio. La cascata dei capelli, il profilo della caviglia. Poi il seno. Dispongo i fogli per terra, tutto in uno. Compongo il mosaico. La osservo: è meravigliosa. Il telefono squilla ancora. Vado a prendere il nuovo messaggio. Dalla finestra irrompe un vento furioso che solleva tutti i fogli, disperde i miei spartiti, li fa volare oltre la finestra e li flagella sotto il temporale. Resto a guardare, con l'ultimo fax in mano. Poi abbasso lo sguardo e leggo: "Puoi proteggermi dalla tempesta?".

Soundays (A.Lunati)

Alessandro Lunati: Piano and Keyboards

Raffaele Chiatto: Acoustic Guitars

Lor Lunati: Percussions

Stefano Seghedoni: Strings arrangements and Director

MoMus Strings Quartet

 

Solo i treni hanno la strada segnata, mentre gli aerei sono parabole e le mete sono ellissi. Soundays è la storia di un movimento perfetto. Sei in un Paese lontano, dove albeggia tra i monti. Ti vesti ed esci per strada. E' quell'ora della vita che ti capita spesso e che hai imparato a riconoscere. Per un bilanciato fuso orario non puoi telefonare a nessuna delle persone a cui vuoi bene. Cammini fra templi buddisti, insegne tibetane, forni che preparano pane esotico. Incontri persone che ti guardano negli occhi con una determinazione tale da non farti mai abbassare lo sguardo. Davvero, sei anima persa che nuota in un vaso di pesci. Loro, le note, sono venute a cercare qualcosa, tu l'hai trovato: un movimento perfetto, senza memoria come i pesci rossi. Tu sei qui. In un fuso orario, per trasportare l’armonia verso l’oltre e verso l’altro. 

Kundalini (A.Lunati)

Alessandro Lunati: Piano and Keyboards

Stefano Seghedoni: Strings arrangements and Director

MoMus Strings Quartet

 

Quella sottile energia che separa la musica dal silenzio. Hai messo la canzone giusta, hai riempito la vasca di aromi e la vita di candele. I fianchi ondeggianti di Marta schizzano passione e fanno saltare il cd. Attacca la radio ed ha il pudore delle notizie sul traffico, per fortuna arriva anche il bollettino dei naviganti. E nessuno ci può fermare.

Message in a Mess Age (A.Lunati)

Alessandro Lunati: Piano and Keyboards

Stefano Seghedoni: Strings arrangements and Director

MoMus Strings Quartet

 

Questo tema è dedicato ad un letto sfatto. L’armonia di tutto ciò che contiene un letto appena abbandonato dal sudore di un uomo o dal profumo di una donna. Musica per capelli scuri e avvallamenti di fianchi, il luogo dove si accendono le ultime parole focose, uno sbaglio nascosto sotto il cuscino e la silenziosa promessa di non ripeterlo.

Poi maglie ciancicate, unghie strappate, ricordi a tradimento, mascherine per difendersi dalla luce, tracce di saliva sulle federe. Un tumultuoso crescendo di detriti dei sogni, la forza di chi si è alzato per provarci ancora. 

Black Angel (A.Lunati)

Alessandro Lunati: Piano

 

L’angelo nero aveva affittato una casa in un giorno di sciopero dei trasporti e non si era accorto che sotto ci passava la metropolitana. Ora ci vive e ogni cinque minuti arrivano i ragazzi, trenta secondi e ripartono, trascinandosi dietro la ferraglia e i fischi .Prova a convivere con il Suo nemico, ad amare l'impossibile. Che sarà mai quello sconquasso di vagoni che si catapulta in casa? Gente. Immaginala. La gente della metro, gli ostaggi di Pelham 123, i suonatori falliti, la nera che legge su kindle, quelli che scendono a Fulton dopo avere sbagliato direzione. Immagina tutti quelli che arrivano e poi quelli che partono: le cinesi con le infradito in un giorno bisestile, la palestrata incazzosa, i bambini biondi che non assomigliano ai genitori. E all'improvviso l’angelo nero vede stesso, tra la folla che sale e va via, lontano dal rumore, lontano dalla realtà, lontano dalle notti confinate nell’abbraccio incerto di fine febbraio.

Pineal (A.Lunati)

Alessandro Lunati: Piano and Keyboards

Lor Lunati: Percussions

Stefano Seghedoni: Strings arrangements and Director

MoMus Strings Quartet

 

Stanotte Pineal ha dormito con me per la prima volta. O meglio, ha dormito soltanto lei, con la faccia appoggiata alla mia mano come un cucciolo di gatto. Era arrivata la sera prima, senza preavviso né spiegazione. Io ho offerto silenzio, insalata di frutta e un lungo abbraccio. Ha detto solo: "Non ho mai voluto metterti in pericolo". Non l' ha svegliata nulla: né il trombettiere nel parco, né la meraviglia per essere ancora. Ero stanco come un secolo, le palpebre scendevano, ma le respingevo all'insù. Stavo lì a occhi aperti sapendo con certezza che gli era stato teso un agguato alla frontiera del sonno. A occhi aperti vedevo i due uomini armati, quelli che stavano cercando Pineal in tutti i nascondigli conosciuti. Per salvarla gridavo e gli correvo incontro, varcavo la frontiera del sonno e in quell'esatto momento lei veniva accoltellata alla schiena. Non è successo. Perché non ho dormito La mia insonnia è un patto con il diavolo: per lasciarla vivere ho rinunciato ai sogni.

 Mars (A.Lunati)

Alessandro Lunati: Piano

 

Un tema per Marte, il pianeta rosso allucinato. Un rosso da emozioni primordiali,villane e prepotenti come l’ eruttare di una scoperta. Marte tu sei questo, uno sfregio di rosso Tiziano, un Dalì pazzo in una galassia di specchoi. Qualcosa di assoluto che non deve essere compreso ma solo inghiottito per farne sangue circolante nelle vene stesse della più vitale fantasia.

Our House in front of sea (A.Lunati)

Alessandro Lunati: Piano

Paolo Torelli: Guitars

Una canzone scritta pensando alla Principessa delle Maree. Da accogliere come fa un altare con una sposa. Nascerà un bambino figlio del vento e di una corrente.

Balance (A.Lunati)

Alessandro Lunati: Piano

 

Le note dei grilli.

Unity (A.Lunati - G.Bruno)

Alessandro Lunati: Piano, Keyboards and Voice

 

" I cleave the heavens and soar to the infinite. And while I rise from my own globe to others and penetrate ever further through the eternal field, that which others saw from afar, I leave far behind me.

All things are in the Universe, and the Universe is in all things: we in it, and it in us. In this way everything concurs in a perfect Unity"

  • Facebook Black Round
  • Instagram Black Round
  • Twitter Black Round
  • Vimeo Black Round